Che cosa sono le scale modali?
Le scale modali sono sette varianti della scala maggiore.
Stesse note, ma punti di partenza diversi.
E questo piccolo cambiamento cambia tutto: il colore, l’atmosfera, il carattere emotivo.
Ogni modo ha un suo sapore.
Il dorico è deciso ma introspettivo. Il lidio è etereo. Il misolidio ha un’aria bluesy.
Cambiare modo significa raccontare un’altra storia, usando lo stesso alfabeto.
Come si costruiscono?
Prendiamo la scala di DO maggiore:
DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI – DO
Ora suoniamo le stesse note, ma partendo ogni volta da una diversa:
| Modo | Note (da DO maggiore) | Carattere |
|---|---|---|
| Ionico | DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI – DO | luminoso, equilibrato, stabile |
| Dorico | RE – MI – FA – SOL – LA – SI – DO – RE | minorile con forza e luce |
| Frigio | MI – FA – SOL – LA – SI – DO – RE – MI | scuro, misterioso, orientale |
| Lidio | FA – SOL – LA – SI – DO – RE – MI – FA | sognante, sospeso, brillante |
| Misolidio | SOL – LA – SI – DO – RE – MI – FA – SOL | maggiore con un lato ribelle |
| Eolio | LA – SI – DO – RE – MI – FA – SOL – LA | malinconico, naturale |
| Locrio | SI – DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI | instabile, teso, dissonante |
Queste sette scale sono i modi della scala maggiore.
Rapporti tra le note in ogni scala modale
Anche se le note sono le stesse, possiamo notare come i rapporti interni tra le note cambiano in ogni scala, creando quindi sette sonorità uniche e distinte tra loro. Nello specifico, il processo intervallare di ogni scala modale che si va a creare, è il seguente:
Ionica
T – 2^ magg. – 3^ magg. – 4^ giusta – 5^ giusta – 6^ magg. – 7^ magg.
Dorica
T – 2^ magg. – 3^ min. – 4^ giusta – 5^ giusta – 6^ magg. – 7^ min.
Frigia
T – 2^ min. – 3^ min. – 4^ giusta – 5^ giusta – 6^ min. – 7^ min.
Lidia
T – 2^ magg. – 3^ magg. – 4^ aumentata – 5^ giusta – 6^ magg. – 7^ magg.
Misolidia
T – 2^ magg. – 3^ magg. – 4^ giusta – 5^ giusta – 6^ magg. – 7^ min.
Eolia
T – 2^ magg. – 3^ min. – 4^ giusta – 5^ giusta – 6^ min. – 7^ min.
Locria
T – 2^ min. – 3^ min. – 4^ giusta – 5^ dimin. – 6^ min. – 7^ min.
Se guardiamo più attentamente, possiamo notare che due di queste scale le abbiamo già incontrate: la ionica (scala maggiore) e l’Eolia (scala minore naturale), le due principali scale del nostro sistema tonale.
Perché sono importanti?
Perché ogni modo cambia il modo in cui percepiamo la musica.
È come spostare la luce su una scena: il contorno resta lo stesso, ma cambia la sensazione.
Compositori, improvvisatori, cantautori e produttori li usano per:
- creare atmosfera
- variare il linguaggio
- uscire dalle solite scale maggiore e minore
Esempi pratici famosissimi
- Miles Davis – So What → tutto in modo dorico
- Carlos Santana – Evil Ways → atmosfera frigia
- John Williams – Star Wars → molto lidio
- The Beatles – Norwegian Wood → sonorità misolidia
- Ravel – Boléro → utilizza pattern modali ostinati
Come si riconoscono?
Due esercizi molto validi, con due funzionalità diverse.
Esercizio 1
Usa solo i tasti bianchi del pianoforte, ma parti ogni volta da una nota diversa.
- da DO a DO → Ionico
- da RE a RE → Dorico
- da MI a MI → Frigio
- da FA a FA → Lidio
- da SOL a SOL → Misolidio
- da LA a LA → Eolio
- da SI a SI → Locrio
Questo esercizio ti aiuta a visualizzare meglio e con più semplicità il processo intervallare di ogni scala, visto che, partendo da do maggiore, andremo ad utilizzare solo tasti bianchi.
Non è molto efficace per riconoscere il suono caratteristico di ogni scala modale.
Esercizio 2
Usa la stessa tonica di partenza e cambia il procedimento intervallare a seconda della scala modale. Così facendo entrerai a stretto contatto con il suono che caratterizza ogni scala modale.
DO IONICO
come già anticipato, corrisponde esattamente ad una scala maggiore:
DO RE MI FA SOL LA SI
DO DORICO
corrisponde ad una scala minore naturale che ha come caratteristica il VI grado maggiore:
DO RE MIb FA SOL LA SIb
DO FRIGIO
Corrisponde ad una scala minore naturale con il II grado minore:
DO REb MIb FA SOL LAb Sib
DO LIDIO
Corrisponde ad una scala maggiore con il IV grado eccedente:
DO RE MI FA# SOL LA SI
DO MISOLIDIO
Corrisponde ad una scala maggiore con il VII grado minore:
DO RE MI FA SOL LA Sib
DO EOLIO
Corrisponde ad una scala minore naturale:
DO RE MIb FA SOL LAb SIb
DO LOCRIO
Corrisponde ad una scala minore naturale con il II grado minore e il V grado diminuito:
DO REb MIb FA SOLb LAb SIb
Esempio pratico
In questo esempio audio vengono eseguite tutte le sette scale modali partendo dalla stessa fondamentale (DO, come visto sopra), tenendo sotto la tonica come unico suono di basso continuo.
In questo modo, risultano molto evidenti quali siano i colori e caratteristiche di ogni scala modale.
Uso nella composizione
Le scale modali servono a creare variazioni emotive anche dentro la stessa tonalità.
Puoi scrivere un’intera melodia in dorico, oppure mischiare i modi per dare colore ai tuoi brani.
Ogni modulazione modale è come un nuovo paesaggio, anche se resti nella stessa regione.
Perché si chiamano così?
I nomi arrivano dall’antica Grecia: Dorico, Lidio, Frigio, ecc.
Nel Medioevo furono reinterpretati, e oggi sono termini moderni usati per indicare le sette possibili scale ottenute partendo da ciascun grado della scala maggiore.
Sono antichi… ma sono vivi. E modernissimi.
Errori comuni
- Confondere modalità con tonalità → la modalità è il modo, la tonalità è il centro
- Pensare che servano solo nel jazz → si usano in pop, folk, rock, colonne sonore
- Credere che siano difficili → basta imparare a sentirli, anche solo coi tasti bianchi
Domande frequenti sulle scale modali
Cosa vuol dire “scala modale”?
È una scala costruita sulle stesse note della scala maggiore, ma con un punto di partenza diverso.
Le scale modali sono tutte maggiori o minori?
Dipende. Alcune hanno terza maggiore (ionico, lidio, misolidio), altre minore (dorico, frigio, eolio, locrio).
A cosa servono nella pratica?
A variare colori ed emozioni di un brano. A dare carattere. A uscire dai cliché.
Come faccio a memorizzarle?
Suonale tutte partendo dai tasti bianchi e allenati a sentirne il colore partendo dalla stessa tonica ed eseguendo il corretto procedimento intervallare.
GLOSSARIO DI CLUSTER
A cura di: Vicky Schaetzinger
Revisione: Antonello Fiamma
Editor: Marco Kotov
La musica è un linguaggio
E come tale può essere imparata, vissuta, condivisa.
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
FAQ
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
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I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
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