Dominanti secondarie
Guida completa agli accordi che colorano la musica
Che cosa sono le dominanti secondarie?
Le dominanti secondarie sono accordi di dominante di passaggio.
Non risolvono sulla tonica della tonalità principale, ma su altri gradi della scala.
È come se, per un attimo, la musica decidesse di trattare un altro accordo come se fosse la nuova casa.
Dal punto di vista armonico, fanno la stessa cosa della dominante classica (V7 → I): creano tensione e spingono verso un punto preciso.
Ma non lo fanno in modo permanente.
Sono deviazioni, virate, parentesi narrative.
Come si scrivono?
Le dominanti secondarie si indicano con la sigla:
V7/X, dove “X” è il grado della scala verso cui stai andando.
Esempi:
- V7/II → dominante secondaria del secondo grado
- V7/V → dominante della dominante
- V7/VI → dominante del sesto grado
Sono accordi estranei alla tonalità principale, ma perfettamente logici in quel punto del discorso musicale.
Esempi concreti
In Do maggiore:
- Sol7 → Do → V7/I → dominante principale
- La7 → Re minore → V7/II
- Si7 → Mi minore → V7/III
- Do7 → Fa → V7/IV
- Re7 → Sol → V7/V
- Mi7 → La minore → V7/VI
Questi accordi contengono note alterate (ad esempio DO7 al suo interno ha il SI bemolle, nota non presente nella tonalità di DO maggiore): è normale.
La musica, per un attimo, esce dalla tonalità per arricchirsi.
Vediamo adesso qualcuno degli esempi di accompagnamento pianistico in cui utilizziamo alcuni dei casi sopra citati, inseriti in un contesto armonico nella tonalità di Do Maggiore:
V7/VI in DO Maggiore
V7/IV in DO Maggiore
V7/V in DO Maggiore
Una metafora semplice per capire
Pensa alla dominante principale come la tensione che ti fa tornare a casa.
Le dominanti secondarie sono piccole deviazioni.
Incontri un amico per strada, lo segui per un po’, poi riprendi il tuo cammino.
Sono parentesi armoniche che aggiungono profondità, direzione e sorpresa.
Perché usarle?
- Creano direzione: ogni dominante ha una meta chiara
- Colorano la progressione con tensioni inattese
- Preparano modulazioni: servono per spostarsi in nuove tonalità
- Rendono la musica più ricca: sono ovunque nel jazz, nel pop sofisticato, nel cinema
Utilizzo nella pratica
- Nel jazz, ogni accordo importante è spesso preceduto dalla sua dominante secondaria
- Nella classica, si usano per costruire archi espressivi e respiro armonico
- Nel pop, passaggi come La7 → Re minore o Re7 → Sol all’interno della tonalità di DO maggiore sono diffusissimi
Domande frequenti sulle dominanti secondarie
Cos’è una dominante secondaria?
Un accordo di dominante che non risolve sulla tonica, ma su un altro grado della scala.
Perché usarla se è “fuori tonalità”?
Perché aggiunge colore, tensione, varietà e rende la progressione più interessante.
Come si riconosce?
Cerca un accordo di dominante (spesso settima di dominante) che risolve su qualcosa diverso dal primo grado.
Possono esserci più dominanti secondarie in un brano?
Sì. Anzi, spesso ce ne sono molte. È come girare tra quartieri musicali diversi prima di tornare a casa.
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GLOSSARIO DI CLUSTER
A cura di: Vicky Schaetzinger
Revisione: Antonello Fiamma
Editor: Marco Kotov
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La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
FAQ
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