Che cos’è un mordente?
Il mordente è un abbellimento musicale rapido, nervoso, istintivo. Una specie di “colpo di lingua” tra una nota e quella accanto.
Si compone di un piccolo movimento: nota principale – nota adiacente – nota principale, e si esegue sempre sul battere.
Tutto avviene in un lampo, all’inizio della nota su cui si applica.
Non cambia il ritmo generale, ma lo colora, lo accende, gli dà vita.
Come funziona il mordente?
Il principio è semplice:
- Si parte dalla nota principale
- Si scende (o si sale) di un gradino – cioè una nota congiunta, solitamente inferiore a seconda del tipo di mordente.
- E si torna subito indietro alla nota principale.
Il risultato è un gesto melodico breve, ma riconoscibile e incisivo. È facilmente riconoscibile sullo spartito poiché è posto sopra la nota è ha la forma di un fulmine orizzontale.
Tipi di mordente
Mordente semplice
Le note ad alternarsi in tutto sono tre e può essere:
- Superiore → nota reale (su cui è posto il simbolo del mordente), nota superiore, nota reale.

- Inferiore → nota reale, nota inferiore, nota reale.

Mordente doppio
Formato dall’unione di due mordenti, prevede quindi l’aggiunta di un secondo passaggio (diventando molto simile ad un breve trillo) e anche in questo caso possiamo avere un mordente doppio superiore e un mordente doppio inferiore.
- Superiore

- Inferiore

Mordente con note alterate
Le note adiacenti alla nota reale su cui è posto il mordente, inferiori o superiori che siano, sono in ordine diatonico. I mordenti le cui note adiacenti alla nota reale sono in ordine cromatico (quindi a distanza di semitono), prevedono delle alterazioni (diesis, bemolle o bequadro) poste sopra o sotto il mordente, come possiamo vedere nei seguenti esempi:

Come si scrive?
Il mordente si indica con un simbolo a zig-zag sopra la nota.
- Se è barrato, spesso indica un mordente inferiore
- Se non è barrato, può essere interpretato anche come superiore (dipende dal contesto storico e stilistico)
Nel dubbio, ascolta il linguaggio musicale del brano: la prassi cambia da stile a stile.
Spiegazione semplice
Immagina che la nota principale sia una parola, e il mordente sia un tremito della voce, un vibrare che la rende più viva.
È come dire un “no” con enfasi: “no-no-no!”. Breve, ma efficace.
Oppure, pensa al morso del nome: mordente. È un movimento secco, deciso, che lascia il segno.
Dove si usa?
- Nella musica barocca e classica: nei preludi di Bach, nei concerti di Mozart, nelle sonate di Beethoven
- Nella didattica pianistica e violinistica è un esercizio di precisione e velocità
- Nella musica ornamentale in generale, arricchisce i passaggi veloci e le note di passaggio
- Anche nel jazz o nel pop raffinato, può riemergere come stile esecutivo “alla barocca”, specialmente nei soli improvvisati o nei virtuosismi strumentali
A cosa serve?
Il mordente:
- Aggiunge articolazione alla linea melodica
- Dà vita alle note lunghe o statiche
- Esercita l’agilità tecnica dell’esecutore
- Accende l’attenzione in un istante
È un colpo di pennello breve, ma che cambia tutta la luce.
Domande frequenti sul mordente
Cos’è un mordente in musica?
Un abbellimento rapido composto da un mini-movimento tra una nota principale, la nota adiacente e di nuovo la principale.
Quante note ha un mordente?
Tre se semplice, cinque se doppio.
Che differenza c’è con un trillo?
Il trillo è più lungo e continua per tutta la durata della nota. Il mordente è un colpo breve all’inizio.
È obbligatorio suonarlo?
Dipende dal periodo e dallo stile. Nella musica barocca sì. In altri casi, è interpretazione.
Serve una tecnica specifica?
Sì. Serve precisione, controllo e velocità. Ma soprattutto: buon gusto.
GLOSSARIO DI CLUSTER
A cura di: Vicky Schaetzinger
Revisione: Antonello Fiamma
Editor: Marco Kotov
La musica è un linguaggio
E come tale può essere imparata, vissuta, condivisa.
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
FAQ
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
La sede di Cluster si estende su 1500 metri quadri al primo, secondo e terzo piano di via Mosè Bianchi 96 a Milano.
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La Scuola di Musica Cluster di Milano, con oltre 1000 allievi e 45 insegnanti, è uno dei maggiori centri di formazione didattica nel mondo della musica. Scegliere di seguire un corso di musica a Cluster significa entrare a far parte di una community vivace e coinvolgente dove ogni studente può esprimere al meglio il proprio talento sia attraverso lezioni individuali che collettive.
Tutti i corsi di musica, divisi per età e livello, sono pensati per offrire un’esperienza formativa completa e arricchente, progettata per stimolare la crescita di ogni allievo.
Sì. Cluster ha un sistema di certificazione, pensato per accompagnare e valutare in modo strutturato la crescita degli studenti di canto e strumento. Il percorso si articola in dieci gradi di competenza (Initial, 1–8, Diploma), che descrivono il livello tecnico, esecutivo e interpretativo raggiunto secondo parametri coerenti con gli standard internazionali.
La certificazione Cluster non si basa solo sul percorso principale, ma viene rilasciata esclusivamente quando le competenze strumentali o vocali coincidono con gli obiettivi formativi previsti nei corsi complementari (teoria, armonia, TRPM, musica d’insieme, coro, storia della musica). In questo modo la certificazione attesta una formazione musicale completa, che integra tecnica, consapevolezza teorica, ascolto e capacità di collaborazione.
I traguardi principali di questo sistema sono la Certificazione Preaccademica (6° grado) e il Diploma Cluster (10° grado), che prevedono prove pratiche, teoriche e culturali davanti a una commissione interna; il Diploma include anche un progetto o una tesi e un concerto pubblico finale.
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