Che cos’è un intervallo?
Un intervallo è la distanza tra due suoni. Ma come sempre in musica, una definizione tecnica nasconde un mondo di emozioni.
È il salto tra un pensiero e il successivo.
È il movimento che trasforma una nota immobile in una frase musicale.
Ogni intervallo ha un carattere: dolce, teso, deciso, sospeso.
La musica è fatta proprio di queste distanze. E imparare a riconoscerle vuol dire cominciare a parlare la sua lingua più profonda.
Intervallo = movimento
Un intervallo è un passo in avanti o indietro (a seconda della direzione).
Se restassimo sempre sulla stessa nota, sarebbe come stare fermi davanti a un muro.
Ma appena ne scegliamo un’altra, succede qualcosa: ci muoviamo.
Verso l’alto o verso il basso.
Con prudenza, con energia, con nostalgia, con urgenza.
Ogni intervallo è un modo diverso di raccontare una storia.
Come si calcola un intervallo: attenzione all’errore comune
Per calcolare un intervallo, si parte sempre dalla prima nota.
È una regola semplice, ma spesso ignorata.
Esempio:
Do – La
Conta: DO (1), RE (2), MI (3), FA (4), SOL (5), LA (6)
→ Risposta corretta: sesta
Errore comune: iniziare da RE (saltando DO), e dire “quinta”.
Ma la prima nota si conta sempre come 1. Sempre.
Altri esempi:
- DO – MI → terza
- FA – SOL → seconda
- SOL – DO → quarta
Saper contare un intervallo è il primo passo, adesso passiamo allo step successivo: la classificazione degli intervalli.
Classificazione degli intervalli
Come abbiamo già detto, un intervallo è la distanza che passa tra due suoni.
Per classificare un intervallo (e quindi dargli un nome preciso), dobbiamo andare ad analizzare questa distanza, ovvero andare a vedere quanti semitoni passano tra un suono e l’altro. Per fare questo, abbiamo bisogno di visualizzare molto chiaramente la scala cromatica (per approfondire vedi articolo scala cromatica), ovvero quella scala che divide la nostra ottava in dodici parti uguali, che chiameremo semitoni.
A seconda di questa distanza, ma anche a seconda di come sono scritti e di come appaiono sul pentagramma, gli intervalli possono essere classificati in vari modi. Andiamoli a vedere singolarmente
La prima distinzione da fare è tra:
- Semitono cromatico
Se il semitono è costituito due suoni con lo stesso nome
(esempio: Do -Do#)
- Semitoni diatonici
Se il semitono è composto da due suoni con nomi diversi
(esempio: Do# - Re)
L’unione di un semitono cromatico con un semitono diatonico adiacente, forma il tono (l’unione di due semitoni vicini)
Esempio: Do - Re, è la somma di Do-Do# e Do#-Re
Bisogna inoltre distinguere:
- Intervalli melodici
Quando fanno parte di una linea melodica, quindi consecutivi
- Intervalli armonici
Quando i due suoni sono simultanei, da suonare contemporaneamente
- Intervalli congiunti (o diatonici)
Quando i suoni sono vicini e appartengono alla stessa scala
- Intervalli disgiunti
Quando abbiamo due suoni non contigui
- Intervalli semplici
Quando i due suoni sono all’interno di un’ottava
- Intervalli composti
Quando la distanza supera l’ottava e sfocia nell’ottava successiva
A seconda dei toni e dei semitoni contenuti tra i due suoni, che quindi rendono più o meno ampia la distanza tra gli stessi, gli intervalli si dividono in:
Maggiori, Minori, Perfetti, Aumentati, Diminuiti, Più che aumentati, più che diminuiti.
Di seguito una tabella completa dove è possibile visualizzare tutte le tipologie di intervalli
I colori del suono: ogni intervallo ha un carattere
Vista la parte tecnica della classificazione degli intervalli, di eguale importanza è tutto il lato percettivo legato al mondo degli intervalli.
Ogni intervallo ha un suo suono, un suo carattere, che rende uniche le melodie di cui fa parte.
Ne riportiamo qui alcuni:
- Seconda maggiore (Do–Re) → movimento minimo, ma deciso
- Terza maggiore (Do–Mi) → brillante, piena
- Terza minore (Do–Mi♭) → dolce, malinconica
- Quarta giusta (Do–Fa) → stabile con una leggera tensione
- Quarta aumentata (Do–Fa♯) → instabile, drammatica
- Quinta giusta (Do–Sol) → forte, naturale, aperta
- Sesta maggiore (Do–La) → luminosa, cantabile
- Settima maggiore (Do–Si) → inquieta, spinta
- Ottava (Do–Do) → compiuta, rassicurante
Nel canto: l’intervallo è esperienza fisica
Nel canto, un intervallo non si pensa.
Si sente. Si vive.
- La voce salta
- Il respiro si regola
- Il corpo si orienta
Allenarsi sugli intervalli significa sviluppare precisione, espressività, intonazione, direzione.
Nella composizione: l’intervallo è una scelta emotiva
Comporre è scegliere intervalli, non solo note.
- Vuoi qualcosa di stabile? → quinte e ottave
- Vuoi tensione? → settima, seconda minore
- Vuoi poesia? → terza minore, sesta maggiore
A volte, un solo semitono cambia tutto.
Da non confondere con…
- Altezza → riguarda un solo suono
- Scala → è una sequenza ordinata di suoni
- Accordo → è un insieme di suoni suonati insieme
L’intervallo è il ponte tra due note.
È il legame, lo spazio pieno di significato tra un suono e l’altro.
Domande frequenti sugli intervalli
Che cos’è un intervallo in musica?
È la distanza tra due suoni, misurata in gradi della scala. Ogni intervallo ha un carattere emotivo e una funzione musicale.
Come si calcola un intervallo?
Partendo dalla prima nota come “1” e contando fino alla seconda. Mai saltare la prima.
Che differenza c’è tra intervallo melodico e armonico?
Il primo è suonato in successione, il secondo contemporaneamente. Melodia vs armonia.
Gli intervalli hanno un significato espressivo?
Sì. Ogni intervallo comunica una sensazione diversa: gioia, tensione, dolcezza, mistero.
Perché è importante saperli riconoscere?
Per cantare, suonare, comporre, improvvisare. Gli intervalli sono le fondamenta del linguaggio musicale.
GLOSSARIO DI CLUSTER
A cura di: Vicky Schaetzinger
Revisione: Antonello Fiamma
Editor: Marco Kotov
La musica è un linguaggio
E come tale può essere imparata, vissuta, condivisa.
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
FAQ
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
La sede di Cluster si estende su 1500 metri quadri al primo, secondo e terzo piano di via Mosè Bianchi 96 a Milano.
Adiacente al Teatro Pime, è una struttura indipendente riservata a tutte le attività musicali della scuola con 21 aule attrezzate, auditorium, angolo bar, sala d'attesa, cortile privato con biliardino e posteggio biciclette.
Metro:
M1 | M5 - Lotto
M1 Amendola Fiera
Autobus:
Linee 49, 78
Linea 90/91
Tram:
Linea 16
Per iscriverti alla Scuola di Musica Cluster puoi partecipare a uno dei nostri Open Day.
Durante un incontro di un’ora e mezza potrai visitare la sede, conoscere la nostra offerta formativa e ricevere tutte le informazioni per scegliere il percorso musicale più adatto a te.
La Scuola di Musica Cluster di Milano, con oltre 1000 allievi e 45 insegnanti, è uno dei maggiori centri di formazione didattica nel mondo della musica. Scegliere di seguire un corso di musica a Cluster significa entrare a far parte di una community vivace e coinvolgente dove ogni studente può esprimere al meglio il proprio talento sia attraverso lezioni individuali che collettive.
Tutti i corsi di musica, divisi per età e livello, sono pensati per offrire un’esperienza formativa completa e arricchente, progettata per stimolare la crescita di ogni allievo.
Sì. Cluster ha un sistema di certificazione, pensato per accompagnare e valutare in modo strutturato la crescita degli studenti di canto e strumento. Il percorso si articola in dieci gradi di competenza (Initial, 1–8, Diploma), che descrivono il livello tecnico, esecutivo e interpretativo raggiunto secondo parametri coerenti con gli standard internazionali.
La certificazione Cluster non si basa solo sul percorso principale, ma viene rilasciata esclusivamente quando le competenze strumentali o vocali coincidono con gli obiettivi formativi previsti nei corsi complementari (teoria, armonia, TRPM, musica d’insieme, coro, storia della musica). In questo modo la certificazione attesta una formazione musicale completa, che integra tecnica, consapevolezza teorica, ascolto e capacità di collaborazione.
I traguardi principali di questo sistema sono la Certificazione Preaccademica (6° grado) e il Diploma Cluster (10° grado), che prevedono prove pratiche, teoriche e culturali davanti a una commissione interna; il Diploma include anche un progetto o una tesi e un concerto pubblico finale.
Accanto al sistema di certificazione Cluster, la scuola opera all’interno di un quadro di riconoscimenti istituzionali e internazionali:
Cluster è ente di formazione accreditato da Regione Lombardia e rilascia attestati di competenza riconosciuti a livello nazionale ed europeo (EQF).
Inoltre, dal 2012 è centro autorizzato Trinity College London per gli indirizzi Classico e Rock & Pop, offrendo agli studenti la possibilità di conseguire certificazioni musicali internazionali riconosciute e spendibili a livello globale.