Che cos’è il silenzio in musica?
Il silenzio, in musica, non è vuoto.
È tempo che respira. È assenza piena di significato.
Molti pensano che il silenzio sia “il momento in cui non si suona”.
Ma non è così. Il silenzio è parte della musica.
È scrittura viva. È scelta espressiva. È suono in potenza.
Il silenzio non interrompe la musica.
La completa.
I tipi di silenzio
A ogni valore ritmico corrisponde una pausa equivalente:
- Pausa di intero (una battuta intera di silenzio)
- Pausa di metà
- Pausa di quarto
- Pausa di ottavo
- Pausa di sedicesimo
- … e così via
Anche il silenzio si misura.
E anche il silenzio deve rispettare il tempo.
Non è un buco. È una forma, precisa e necessaria.
Il silenzio è un gesto
Per chi canta, suona o dirige, il silenzio non è un'assenza, ma un gesto attivo.
Non si “smette” di suonare.
Si entra nel silenzio.
- con intenzione
- con ascolto
- con rispetto
Un silenzio troppo corto rovina la tensione.
Uno troppo lungo la svuota.
Il silenzio è musica trattenuta.
Nel corpo e nel respiro
Ogni musicista sa che non si può suonare o cantare senza respirare.
E ogni respiro… ha bisogno di silenzio.
- Il respiro prima di iniziare
- Il respiro tra due frasi
- La sospensione prima dell’attacco
Il silenzio sta nel corpo prima che nella partitura.
È preparazione, raccoglimento, ascolto interiore.
Il silenzio come espressione
Il silenzio non è il momento in cui ci si riposa.
È uno dei gesti artistici più forti.
E spesso… tra i più difficili da eseguire bene.
Molti studenti, quando vedono una pausa, si distraggono.
Ma il silenzio è pieno di musica.
È un luogo di tensione viva, un attimo che trattiene il respiro, che carica tutto ciò che sta per arrivare.
Un esempio concreto
Nel pop e nel rock, il silenzio è spesso una miccia.
Pensa a I Will Survive:
La strofa corre, cresce, spinge...
Poi si ferma tutto.
Un attimo. Silenzio.
E parte il ritornello: esplosivo.
Quel silenzio non è una pausa.
È l’aria che si tende prima del salto.
Il silenzio in gruppo
Suonare insieme significa anche fare silenzio insieme.
- Se uno anticipa l’uscita, rompe la magia
- Se uno entra tardi dopo la pausa, perde l’effetto
Fare silenzio insieme è una delle forme più raffinate di ascolto musicale.
E anche di rispetto reciproco.
Errori comuni
- Pensare che il silenzio non “conti”
- Trattare le pause come vuoti da ignorare
- Sottovalutare l’importanza dell’attacco dopo una pausa
- Saltare le pause (soprattutto le corte!)
- “Staccare” mentalmente durante il silenzio
Il silenzio va suonato con intensità,
anche se non si produce alcun suono.
Un esempio meraviglioso
Fermati.
Pensa a quando un brano ti ha commosso proprio perché si è interrotto per un istante.
Non era silenzio.
Era emozione che si prendeva spazio.
Il silenzio ben dosato è come uno sguardo tra le righe.
Dice tutto… senza dire niente.
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GLOSSARIO DI CLUSTER
A cura di: Vicky Schaetzinger
Revisione: Antonello Fiamma
Editor: Marco Kotov
La musica è un linguaggio
E come tale può essere imparata, vissuta, condivisa.
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
FAQ
La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.
Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.
I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.
La sede di Cluster si estende su 1500 metri quadri al primo, secondo e terzo piano di via Mosè Bianchi 96 a Milano.
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Tutti i corsi di musica, divisi per età e livello, sono pensati per offrire un’esperienza formativa completa e arricchente, progettata per stimolare la crescita di ogni allievo.
Sì. Cluster ha un sistema di certificazione, pensato per accompagnare e valutare in modo strutturato la crescita degli studenti di canto e strumento. Il percorso si articola in dieci gradi di competenza (Initial, 1–8, Diploma), che descrivono il livello tecnico, esecutivo e interpretativo raggiunto secondo parametri coerenti con gli standard internazionali.
La certificazione Cluster non si basa solo sul percorso principale, ma viene rilasciata esclusivamente quando le competenze strumentali o vocali coincidono con gli obiettivi formativi previsti nei corsi complementari (teoria, armonia, TRPM, musica d’insieme, coro, storia della musica). In questo modo la certificazione attesta una formazione musicale completa, che integra tecnica, consapevolezza teorica, ascolto e capacità di collaborazione.
I traguardi principali di questo sistema sono la Certificazione Preaccademica (6° grado) e il Diploma Cluster (10° grado), che prevedono prove pratiche, teoriche e culturali davanti a una commissione interna; il Diploma include anche un progetto o una tesi e un concerto pubblico finale.
Accanto al sistema di certificazione Cluster, la scuola opera all’interno di un quadro di riconoscimenti istituzionali e internazionali:
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Inoltre, dal 2012 è centro autorizzato Trinity College London per gli indirizzi Classico e Rock & Pop, offrendo agli studenti la possibilità di conseguire certificazioni musicali internazionali riconosciute e spendibili a livello globale.