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Agogica e Rubato

Guida completa alla libertà del tempo musicale

Che cos’è l’agogica in musica?


L’agogica è il respiro del tempo musicale. È l’insieme delle variazioni espressive del tempo che l’interprete può applicare per dare voce alla musica.

All’interno della agogica dobbiamo distinguere due tipologie di indicazioni:
Quelle che si trovano all’inizio di un brano, proprio sopra la prima battuta, e quelle che si trovano durante un brano.

In entrambi i casi, si riferimento a come interpretare il tempo d’esecuzione di un brano, nel primo caso si fa riferimento all’andamento generale del brano, nel secondo alle variazioni di tempo da applicare durante l’esecuzione (quindi il movimento del brano).

L’agogica e le indicazioni del tempo ad inizio spartito


Le indicazioni di tempo ad inizio spartito sono:

  • Largo
  • Adagio
  • Andante
  • Moderato
  • Allegro
  • Presto
  • Prestissimo

Per fornire un’indicazione ulteriormente accurata all’esecutore riguardo l’andamento del brano, questi termini possono essere affiancati ad altri sostantivi o aggettivi più specifici, tipo Presto con fuoco“, “Molto adagio“, “Andante cantabile, superlativi come Prestissimo o diminutivi Lentissimo, ma anche termini coloriti quali “Imperiale e militari come marziale“.

Ognuna delle indicazioni agogiche sopracitate ha un andamento specifico, e di conseguenza un range di metronomo di riferimento. Sarà l’esecutore (o il direttore d’orchestra, dove presente), a stabilire la velocità d’esecuzione. Talvolta non è possibile scegliere in autonomia poichè si trova la velocità metronomica specificata ad inizio del brano.

Esempio: Andante. (å =100).

Indicazione agogica Esecuzione Velocità metronomica
Largo Molto lento e ampio ♪ 40–60
Adagio Moderatamente lento, comodo ♪ 66–76
Andante Tra l’Adagio e il Moderato, non lento ma cadenzato, piuttosto calmo ♪ 77–108
Moderato Tempo non molto veloce e controllato, spesso accompagnato da altre indicazioni che ne attenuano la velocità (Allegro Moderato) ♪ 109–120
Allegro Andamento rapito e vivace, che non fa riferimento al carattere espressivo del pezzo ♪ 121–168
Presto Andamento molto veloce, più vivace dell’Allegro ♪ 168–200
Prestissimo Andamento estremamente veloce ♪ 201–208


L’agogica e le indicazioni durante il brano


Questo genere di indicazioni non si trovano all’inizio del brano ma possono trovare all’interno dello spartito, e indicano variazioni progressive del flusso musicale proprie del passaggio a cui fanno riferimento.
 Le più comuni sono accellerandoe rallentando“ (o “ritardando”), che generalmente si trovano in partitura con le abbreviazioni acc.”, rall.” o rit.”.
Ognuna di queste indicazioni è quasi sempre seguita dall’indicazione a tempo, che ripristinerà la velocità precedente tale passaggio.  
Attraverso queste indicazioni agogiche, il tempo può:

  • accelerare (stringendo)
  • rallentare (rallentando, ritardando)
  • ondeggiare con libertà (rubato, vedi paragrafo successivo)

Non cambia la struttura del brano, ma ne cambia completamente l’effetto emotivo.
L’agogica è ciò che rende una frase musicale viva, umana, diversa ogni volta.


Cos’è il rubato?


Rubato significa letteralmente “rubato” al tempo.
È un piccolo furto – e una restituzione.
Anticipi una nota. Ritardi un’altra. Ma il tempo complessivo rimane intatto.

È come parlare con intensità:
ti fermi, sottolinei, lasci sospeso… poi riprendi.

I due tipi principali di rubato:

  • Melodico: la melodia si muove liberamente sull’accompagnamento, come se fluttuasse sopra di esso
  • Ritmico: l’intero brano si dilata e si stringe, come un respiro collettivo

Agogica nella musica pop


Anche nel pop l’agogica c’è. Non sempre la si nomina, ma si sente.
È spontanea, spesso istintiva. È il modo in cui un artista vive una frase.

Voce e interpretazione
Un cantante ritarda una parola, tiene una nota un po’ di più, accelera un inciso.
Tutto questo è agogica. È rubato vocale. È emozione.

Produzione e band
Negli arrangiamenti pop o elettronici, gli strumenti possono rallentare in un bridge, accelerare in un ritornello.
Dal vivo, la band si muove insieme: il batterista stringe, il chitarrista sospende.

Dietro le quinte
Anche se non si parla di ritenuto o rubato, l’agogica vive nelle prove:
“Qui rallenta.”
“Lì prenditi un attimo.”
“Fermati un secondo prima di entrare.”
È agogica, detta con parole semplici.

Con parole semplici


Pensa alla musica come a un respiro.

L’agogica è quando respiri più lentamente o più velocemente, secondo quello che senti.

Il rubato è quando ti prendi un attimo in più… poi lo restituisci. Come in poesia:
“Amo… rallento… guardo… riprendo.”

Senza agogica, la musica è precisa.
Con l’agogica, diventa umana.

Quando si usa l’agogica


  • Nella musica romantica, il rubato è quasi obbligatorio (Chopin, Liszt, Schumann)
  • In Mozart e Bach, è più discreto, ma essenziale per il fraseggio
  • Nel jazz, emerge nelle intro lente, nelle ballad, nei soli liberi
  • Nel pop, è ovunque: nella voce, nei finali rallentati, nei ponti sospesi

Ogni grande interprete, anche inconsapevolmente, usa l’agogica per raccontare.

Agogica scritta e non scritta


Alcuni rallentandi, ritenuti o accelerandi, come abbiamo visto, sono scritti nello spartito.
Ma la maggior parte dell’agogica, soprattutto nel linguaggio moderno, non si scrive.

Si intuisce.
Si sente.
È lasciata all’interprete.

Ed è lì che nasce l’arte:
tra ciò che c’è scritto e ciò che sai ascoltare dentro.

Domande frequenti su agogica e rubato


Cos’è l’agogica in musica?

È l’insieme delle variazioni espressive del tempo: rallentare, accelerare, fermarsi. Serve per rendere la musica viva, umana, interpretata.

Che differenza c’è tra agogica e rubato?

L’agogica è il principio generale. Il rubato è una sua forma precisa: si “ruba” tempo per poi restituirlo, dando enfasi a una frase.

Si usa anche nella musica pop?

Sì. Anche se non si chiama così, la voce pop è piena di rubato, di sospensioni, di respiro. È agogica pura.

L’agogica è sempre scritta sullo spartito?

No. Molto spesso è lasciata alla sensibilità dell’interprete. È ciò che distingue chi suona bene da chi racconta con la musica.

La musica è un linguaggio

E come tale può essere imparata, vissuta, condivisa.


La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.

Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.

I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.

FAQ

Cos'è Cluster?

La Scuola e Accademia di Musica Cluster è attiva a Milano dal 1999 ed è oggi un punto di riferimento per chi vive la musica come linguaggio, condivisione e spazio di espressione.

Con i percorsi Base, Preaccademico e Accademico, accoglie studenti con esigenze, età e obiettivi differenti, in un contesto solido e partecipato, animato da una community viva e appassionata.

I corsi coprono un’ampia varietà di strumenti, generi e approcci attraverso lezioni individuali alle quali si affiancano corsi complementari collettivi che ampliano l’esperienza musicale e nutrono la dimensione collettiva.

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Si tratta di un documento ufficiale della Scuola di Musica Cluster che riporta:
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– il nome dell’insegnante,
– il numero complessivo di ore,
– il periodo di svolgimento.
L’attestato è utile per documentare il proprio percorso musicale, anche in ambito scolastico o professionale.