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title: Rivolti degli accordi
date: 2025-07-03
modified: "2026-01-20 17:13:02"
author: Segreteria2
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# Rivolti degli accordi

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## Rivolti degli accordi

###### Guida completa alle diverse disposizioni armoniche

##### Introduzione accademica

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I **rivolti** sono diverse **disposizioni verticali** delle **note** che compongono un **accordo**.
Quando si cambia l’ordine delle note — cioè quale nota sta più in basso — ma l’identità dell’accordo resta la stessa, si parla di rivolto.

Un accordo in rivolto ha la stessa funzione armonica, ma un suono diverso, più mobile, cantabile o tensivo, a seconda della nota che occupa il registro grave.

##### Perché usare i rivolti?

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Cambiare rivolto permette di:

- Evitare salti troppo grandi tra un accordo e l’altro
- Costruire linee di basso più fluide
- Arricchire la varietà armonica
- Rendere il discorso musicale più naturale
- Rispettare la funzione dell’accordo, ma con un effetto sonoro diverso

##### Lo “Slash Chord” e le tipologie di rivolto

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Per indicare con precisione anche nella sigla un accordo in stato di rivolto, si utilizza lo **“slash chord**”.
Nello slash chord troviamo: la sigla di riferimento dell’accordo, una barra obliqua (/), e poi la sigla della nota da posizionare al basso, che appunto indica la tipologia di rivolto richiesta.
Ad esempio, per le triadi, C/E significa "suona un accordo di Do Maggiore con la nota Mi al basso", per le quadriadi C/Bb significa “suona un accordo di Do Settima con la nota Sib al basso”.
I rivolti sono di tre tipologie, i primi due utilizzati sia con le triadi che con le quadriadi, il terzo è per le quadriadi.
Partendo dalla posizione fondamentale (ovvero con la nota più grave al basso), andremo a vedere come, a seconda del rivolto, la nota al basso cambierà, e di conseguenza cambierà anche la sigla di riferimento.

###### Posizione fondamentale

La nota più grave è la fondamentale.
È la forma più stabile e piena dell’accordo.
**Esempio:** Do maggiore → Do – Mi – Sol → basso: Do
![CMaj7/E](https://www.scuoladimusicacluster.it/images/Glossario/rivolti/C.jpg)

###### Primo rivolto

La nota più grave è la terza.
Suono più leggero, mobile, cantabile.
Ottimo per collegamenti morbidi.
**Esempio:** Do maggiore → Mi – Sol – Do → basso: Mi
![CMaj7/E](https://www.scuoladimusicacluster.it/images/Glossario/rivolti/CslashE.jpg)

###### Secondo rivolto

La nota più grave è la quinta.
È il più instabile tra i rivolti.
Spesso usato come accordo cadenzale o di passaggio.
**Esempio:** Do maggiore → Sol – Do – Mi → basso: Sol
![CMaj7/E](https://www.scuoladimusicacluster.it/images/Glossario/rivolti/CslashG.jpg)

###### Terzo rivolto (solo per quadriadi)

La nota più grave è la settima.
Ha un suono drammatico, denso, carico di tensione.
Molto usato negli accordi di settima, specialmente per evidenziare la spinta risolutiva.
**Esempio:** Do7 = Do – Mi – Sol – Sib → terzo rivolto: Sib – Do – Mi – Sol
![CMaj7/E](https://www.scuoladimusicacluster.it/images/Glossario/rivolti/CslashBb.jpg)

##### Spiegazione semplice

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Immagina un accordo come una torre di mattoncini.
Cambiare il rivolto è come mettere un mattone diverso alla base:

- Se in basso c’è il primo mattone (fondamentale), la torre è dritta e solida
- Se metti la terza sotto, la torre inclina leggermente: si muove
- Con la quinta in basso, la torre è sbilanciata, pronta a passare altrove
- Con la settima, la torre è tesa, quasi instabile

L’accordo è sempre lo stesso, ma il modo in cui lo percepiamo cambia completamente.

##### Utilizzo nella pratica

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- Nella scrittura vocale, i rivolti aiutano a scrivere parti cantabili e senza salti eccessivi
- Nel jazz, i rivolti servono per creare linee di basso fluide e voicings personali
- Nella musica pop, si usano per variare la progressione senza cambiare gli accordi
- In armonia classica, i rivolti sono indispensabili per risoluzioni eleganti e progressioni controllate

#### Articoli Correlati

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